martedì 16 gennaio 2018

L’Abate Giovanni Meli e l’elezioni regionali in Lombardia

Incredibile, il poeta Giovanni Meli può dire qualcosa per le prossime elezioni regionali in Lombardia!
E vediamo perché.
Il candidato Fontana (di Lega/Forza Italia/Fratelli d’Italia) così si è espresso
"Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate".
Poi Fontana ha provato a rettificare: "E' stato un lapsus, un errore espressivo, un qui pro quo:  intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un'accoglienza diversa che rispetti la nostra storia, la nostra società". 
Intanto un ragionamento non è un lapsus ed anche nel caso di lapsus Freud ci insegna che fa  trasparire le recondite pulsioni.


VEDIAMO COSA DICE L’ABATE MELI IN UNA SUA FAVOLA MORALE


LU CORVU BIANCU E LI CORVI NIVURI       IL CORVO BIANCO E I CORVI NERI

Scappau da la Lapponia, (1)                         Scappò dalla Lapponia,(1)
Supra sti spiaggi stancu,                               sopra queste spiagge stanco,
Sbattutu da li turbini                                     sbattuto dai turbini
Un raru corvu biancu.                                   un raro corvo bianco.

Pusau, vinni a calmarisi                                Posò, venne a calmarsi
L'affannu e ciatatina;                                    l’affanno e fiato;
Poi cerca di truvarisi                                     poi cerca di trovarsi
La razza sua curvina.                                    la razza sua corvina.

Ni vidi un sbardu nivuru,                            Ne vide uno stormo nero,
E all'aria e lu linguaggiu                              e all’aria e il linguaggio
Canusci chi sta specii                                  riconosce che questa specie
È di lu so lignaggiu.                                     è della sua stirpe.

Vola, e l'agghiunci all'astracu                   Vola, e li raggiunge al terrazzo
Di un turrigghiuni anticu:                           di un torrione antico:
Ci dici chi desidera                                      gli dice che desidera
D'essirci sociu e amicu.                              d’essere loro socio e amico.

“Si li culuri spattanu                                    “Se i colori sono diversi
Tra nui di l'ali e schinu,                              tra noi per le ali e schiena,
Né tonaca fa monacu,                                 né tonaca fa monaco,
Né cricchia  fa parrinu.”(2)                        né chierica fa prete.” (2)

Li corvi da principiu                                     I corvi da principio
Scossi a dda novitati,                                  scossi dalla novità,
Lu guardanu, l'ammiranu                            lo guardano, l’ammirano
Di supra e da li lati;                                      da sopra e dai lati;

Ma macchia nun truvannucci,                      ma macchia non trovandoci,
                   Dicinu: “Chistu in nui                             dicono: “Questo in noi
Cu sta bianchizza attirasi                             con questa bianchezza attirasi
L'occhi, e ni oscura chiui.”                           gli occhi, e ci oscura di più.”

Pertantu lu sdilliggianu,                              Pertanto lo dileggiano,
                   Dicennu: “Nun è onuri,                           dicendo: “Non è onore,
Nun è decenti e propriu                               non è decente proprio
Pri corvi stu culuri.                                       per i corvi questo colore.

'Nzamai ‘na corva scuvacci                         Non sia mai una corva  ci trova
‘Na tali meravigghia,                                   una tale meraviglia,
Sarria pri nui gran scandalu,                       sarebbe per noi gran scandalo,
Corvu chi a tia sumigghia”.                         corvo che a te somiglia.”

Lu meritu, ch'è in autri,                               Il merito, che è in altri,
E a nui nun fa riflessu,                                 e a noi non fa riflesso,
O  passa pri demeritu,                                 o passa per demerito
O  restasi depressu. (3)                               o  restasi depresso. (3)

Note
      1 Lapponia, qui sta come luogo remoto e sconosciuto
       2  Né tonaca fa monaco … Ricorre a un vecchio detto per richiamarli a valutare l’uguaglianza
nella sostanza delle cose, senza soffermarsi agli aspetti esteriori.

3 – Ogni merito viene disconosciuto se non si riflette in noi per convenienza e guadagno; alla base di ogni razzismo fondamentalmente ci sta l’egoismo.


recenti libri su Giovanni Meli


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