domenica 31 gennaio 2016

L’omu-cascia – l’uomo-cassa


Nella sua introduzione in versi alle Favole Morali, Giovanni Meli, parla di uomini che per le loro caratteristiche somigliano a un certo tipo di animale; ma c’è un particolare uomo che il Meli paragona a una cosa  priva totalmente di anima …

Avanti, ca c'è chiui:                                         Avanti, che vi è di più:
Ci sunn’omini tali,                                           ci sono uomini tali,
(Ma dittu sia tra nui)                                        (ma detto tra di noi)
Chi sù sutta l'armali,                                       che sono sotto gli animali,
Quant'è sutta di un signu                                 quanto è sotto di una scimmia
‘na cascia  o pur’un sgrignu.                           una cassa oppure uno scrigno.

Tal è lu riccu avaru,                                        Tale è il ricco avaro,
‘na specia d'omu-cascia;                                  una specie d’uomo-cassa;
Si sarva lu dinaru,                                            si salva il denaro,
Lu chiudi, si l'incascia,                                     lo chiude, nella cassa,
Si sicca e infradicisci                                       si secca e infracidisce
Sempri guardannu l'isci.                                  sempre guardando il suo luccichio.






In occasione del bicentenario di Giovanni Meli 1815 – 2015 - In un solo volume:
 il romanzo "L'Abate Meli" di Luigi Natoli
tutte le poesie che Luigi Natoli inserì nel trattato "Musa siciliana". 
E in Appendice  tante poesie di Giovanni Meli con testo italiano a fronte a cura di Francesco Zaffuto. 
Il volume di 730 pagine al prezzo di € 25,00 –  può essere richiesto alla casa editrice 



2 commenti:

  1. L'uomo è la bestia più feroce del Creato: gli animali nei suoi confronti sono dei "puri di cuore" e amano se stessi, e nei limiti del possibile anche gli altri.
    L'uomo è così cretino che inventa sempre cose per distruggere gli altri e se stesso.
    Le bombe atomiche e simili, rifiuti tossici e tantissime altre cose ancora peggiori.

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    1. Nei versi successivi, della sua introduzione, il Meli dice proprio le stesse cose; e definisce la guerra una vampa.

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