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giovedì 17 giugno 2021

Epigrammi di Giovanni Meli


Per epigramma,  si intendeva nelle antiche origini  un breve componimento poetico dedicato a qualcuno o qualcosa;  nato come  iscrizione funeraria poi nell’uso assunse,  già tra i Greci e i Romani,  un tono di arguzia ironica e mordace che conservò successivamente nelle letterature moderne.  Gli epigrammi di Giovanni Meli  sono tra i più vari, la sua ironia si riversa su personaggi famosi o su situazioni particolari, a volte su se stesso.  In alcuni epigrammi il Meli usò, anche perché era un medico, l’aspetto di ricette per curare qualche malanno o qualche  presunzione umana.   Nella grande opera antologica di Edoardo Alfano del 1914, che raccoglie tutta l’opera poetica di Giovanni Meli,  si trovano raccolti 43 epigrammi  che non vanno oltre gli otto versi.

lunedì 14 giugno 2021

Il vanto del glorioso passato

 

Ci capita di sentire discorsi retorici

sul glorioso passato

- ecco come intervenne Giovanni Meli,

dopo il solito rinvangare i bei tempi

che furono, ...

Epigramma - Lu vantu passatu

INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI


Lu vantu passato                                              Il vanto passato

 

Aviti signur Conti peroratu,                        Avete signor Conte perorato,

Pincennu cu vivissimi riccami,                   dipingendo con vivissimi ricami,

Di la Sicilia lu filici statu,                             della Sicilia il felice stato,

E l’arti e li scienzi in vari rami;                   e l’arte e le scienze in vari rami;

Ma a chi ni servi lu vantu passatu             ma a che ci serve il vanto passato

Si nun appaga li presenti brami?               se non appaga le presenti brame?

Chi vali si me patri è gucciddatu, (1)         Che vale se mio padre è decorato,

Ed iu fratantu mi moru di fami? (2)           ed io fratanto mi muoio di fame?

 

1)  Gucciddatu  a vrazzu – braccio a ghirlanda – da diz. delle voci oscure di Meli –

de Roberti.  Può intendersi anche decorato –  o giocando sulla sonorità, 

anche cucciddatu forma di pane a ciambella e dolce tipico siciliano.

2)  Questo epigramma fu improvvisato dal Meli dopo che aveva ascoltato un discorso

            all’”Accademia siciliana” tenuto dal Conte Castelli sul tema: “La Sicilia tra

           le scienze non cede all’antica Grecia e Roma”.

 

Ghirlanda - Immagine 1 da     


INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI


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L'ORIGINI DI LU MUNNU -  Poema ironico sull’origine del mondo di Giovanni Meli  l'Abate - In Siciliano e traduzione in Italiano a fronte - Nella originale edizione del 1814 curata dallo stesso Poeta, con le ottave postume ritrovate da Agostino Gallo, con tutte le note filosofiche dello stesso Giovanni Meli, con le note di traduzione delle più difficili parole siciliane, con le note biografiche su Meli e su come nacque questa straordinaria opera, con un disegno di Giove creatore di Dafne Zaffuto - € 12,00 pag. 150 ordinabile tramite   I BUONI CUGINI EDITORI

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In occasione del bicentenario di Giovanni Meli 1815 – 2015 - In un solo volume:
 il romanzo "L'Abate Meli" di Luigi Natoli
"Giovanni Meli – Studio critico" di Luigi Natoli
tutte le poesie che Luigi Natoli inserì nel trattato "Musa siciliana". 
E in Appendice  tante poesie di Giovanni Meli con testo italiano a fronte a cura di Francesco Zaffuto. 
Il volume di 730 pagine al prezzo di € 25,00 –  può essere richiesto alla casa editrice 
al prezzo scontato di € 21,30 -  qui sotto il link per l’ordinazione




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venerdì 11 giugno 2021

Tra gli epigrammi di G. Meli - l'estasi per Lu maccarruni

 





Ecco il piatto

che può provocare l'estasi

INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI


Lu maccarruni (1)                                            Il maccherone

 

Lu maccarruni a cui nun è simpatucu?            Il maccherone a chi non è simpatico?

Sia Sicularu o Preti, o sia Canonicu,                  Sia Secolare o Prete, o sia Canonico,

Appena chi li vidi resta estaticu                         appena che li vede resta estatico

E in estasi ci à jutu chiù d’un monacu.             e in estasi ci è andato più di un monaco.

Jeu chi cun iddi spissu spissu praticu                 Io che con loro spesso spesso pratico

E li labbri e la vucca mi ni ‘ntonacu                   e le labbra e la bocca me ne intonaco

Mi zittu, pirchì timu ‘ntra un vuccuni               sto zitto, perché temo in un boccone

Nun vi manciati a mia pri maccarruni (2)       non vi manciate a me per maccherone.

 

1)      Lu maccarruni –  per l’Italia meridionale spaghetti o bucatini, spesso ben conditi.

2)      L’estasi descritta da G. Meli arriva ad una iperbole totale;  il mangiatore di maccheroni si

identifica con i maccheroni stessi.

 

Foto da:

INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI


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martedì 8 giugno 2021

G. Meli - Aforismu supra l’omu e la donna

 




Tra gli epigrammi di Giovanni Meli

questo aforismo

sull'uomo e la donna


INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI

Aforismu supra l’omu e la donna                         Aforismo su l’uomo e la donna

 

Lu naturali istintu sempri soli                           Il naturale istinto sempre suole

Tirari li dui sessi a stari amici;                           tirare i due sessi a stare amici;

Iddi però cu smorfii e cu paroli                        loro però con smorfie e con parole

Si trattanu chiù tostu da ‘nimici,                      si trattano più tosto da nemici,

La donna ‘un dici mai chiddu chi voli,            la donna non dice mai quello che vuole,

Ma l’omu voli chiù di quantu dici;                ma l’uomo vuole più di quanto dice;

Si nun fussiru finti e marioli,                          Se non fossero finti e marioli,

E l’una e l’autru foranu filici.                          e l’una e l’altro  sarebbero felici.

 

Immagine: Botero – uomo e donna da:

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domenica 6 giugno 2021

Ricetta per il caldo (ma solo per i palermitani)

 


Epigramma di Giovanni Meli con ricetta

per affrontare il caldo,

ma solo per chi sta a Palermo


INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI

Ricetta pri lu cauru                                                     Ricetta per il caldo

 

Recipe ‘na varcuzza cu tinnali (1)                          Prendi una barchetta col tendale

Gammaru, lenzi a manu, e trimulina,(2.3)          gambero, lenze a mano, e tremolina,

Pisca pri sinu all’Acqua di Cursali,(4)                     pesca sino all’Acqua dei Corsari,

Spogghiati e nata in mezzu di dda rina;               spogliati e nuota in mezzo la spiaggia;

‘Ntra la varca ‘ncammisa poi ti cali                        nella barca in camicia poi ti mangi

Quattru muletti e ‘na capunatina; (5)                   quattro muletti e una caponatina;

La sira riturnannu tali quali (6)                                la sera ritornando tale e quale

Ti piggi li surbetti  alla Marina                                 ti pigli i sorbetti alla Marina.

 

1)      Tinnali – tendale da barca

2)      Gammaru – probabili riferimento a pezzettini di gambero da usare come esca

3)      Trimulina – tremolina o tremoliba: verme piatto che serve come esca.

4)      Acqua dei corsari – spiaggia vicino Palermo, Cursali per esigenze di rima.

5)      Muletti – pesci di costa – tipo cefalo; Caponatina, piccola caponata, a base

di melanzane in agrodolce.

6)      Tali quali – usato qui come soddisfatto.

7)      Sorbetti estivi,  tradizionalmente al limone.

Foto di Acqua dei corsari – marina vicina a Palermo da:

INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI


sabato 5 giugno 2021

Epigrammi - Ricetta pri lu sistema di Miceli

 

 Scherzosamente Meli sostiene che tale ricetta è stata rinvenuta in una rocca misteriosa.  

L’epigramma inizia con (recipe – prendi) formulato come una ricetta medica; e viene dedicato al  sacerdote e filosofo siciliano Vincenzo Miceli di Monreale.   

Miceli voleva creare un'ortodossia mistica che poggiava sulla scienza ma con il fulcro nella fede e nella religione rivelata, ma  si attirò contro: i cattolici ortodossi che lo accusarono di panteismo ,  e gli illuministi dell’epoca che l’accusarono  per assenza di metodo scientifico; nel contempo  ebbe anche molti estimatori.  Meli, mise a nudo le contraddizioni del suo sistema e lo criticò con  garbata ironia.

INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI


Ricetta pri lu sistema di Miceli                         Ricetta per il sistema di Miceli

   truvata ‘ntra ‘na rocca                                           trovata in una rocca

 

Recipe di Miceli la sustanza                                 Prendere di Miceli la sostanza

Modificata beni cu l’essenza;                               modificata bene con l’essenza;

Poi l’essenza, li modi e la sustanza;                     poi l’essenza, i modi e la sostanza:

Li cummini, e n’estrai ‘na quinta essenza;           li combini, e n’estrai una quinta essenza;

Poi ‘mbrogghia arreri l’essenza e sustanza,         poi imbroglia di nuovo l’essenza e sostanza,

Riduci la sustanza ad un’essenza                         riduci la sustanza ad un’essenza;

Così ‘ntra modi, ‘ntra essenza e sustanza              così tra modi, tra essenza e sostanza

Truvirai d’ogni scibili l’essenza.                             troverai  d’ogni scibile l’essenza.


Oltre a questo Epigramma, alcune parti dell’opera di  Meli L’origini di lu munnu  si riferiscono in modo indiretto al sistema di Miceli. 

Biagio Caruso, che fu rettore del Seminario di Monreale nel 1821,  nel riportare notizie sull’istituto per lo storico Scinà per  la storia letteraria di Sicilia, dice che il Miceli apprezzava l’ironia del Meli e faceva leggere alcune parti de L’origini i lu munnu  ai suoi discepoli: : “ per ricreazione dopo le serie applicazioni dei ragionamenti scientifici; e leggendosi ne provava Miceli molta soddisfazione e solea dire che Meli avea poste in veduta con buona grazia e con talento le difficoltà, che soleano opporsi al sistema”.

 Ogni disquisizione, in ogni caso,  ebbe a terminare per la prematura morte di Vincenzo Miceli che si spense a soli 46 anni. Tra le opere del Miceli è rimasta nota : Istitutiones juris naturalis; Specimen Scientificum.

Immagine tratta da ritratto d’epoca di Vincenzo Miceli da

INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI

martedì 18 maggio 2021

La castitati

 




Epigramma di Giovanni Meli sulla castità

INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI

La  castitati                                             La castità

 

Santa onestà, m’inchinu e mi sprofunnu            Santa onestà mi inchino e mi sprofondo

Vinirannu li toi liggi incurrutti;                           venerando le tue leggi incorrotte;

Pri tia d’ussequiu e di rispettu abbunnu;              per te d’ossequio e di rispetto abbondo;

Gran gioia, ch’in rispettu vinci a tutti;                 grande gioia, che in rispetto vince a tutti;

Li beddi, senza tia, beddi nun sunnu;                  i belli, senza te, belli non sono;

Cunfessu chi dai pregiu anchi a li brutti;            confesso che dai pregio anche ai brutti;

Ma stannu cu tia, speddi lu munnu,                     ma stando con te, finisce il mondo,

Né si po riparari si ‘un si ama.                             né si può riparare se  non si ama. (1)

 

1 Il tono vagamente ironico sostiene tutto l’epigramma e la conclusione “ama” finale

 intende  riferirsi all’amore fisico; pur con tutto rispetto per quello spirituale.


INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI


tre libri su Giovanni Meli

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domenica 12 luglio 2020

Pri un bustu di marmu - epigramma di Giovanni Meli


Giovanni Meli l’Abbati, pur rimanendo sempre a vivere con il suo lavoro di medico e sempre in ristrettezze economiche, aveva raggiunto notorietà per la sua poesia e per la sua cultura  nelle corti e nei circoli di Palermo.  Diversi amici ed estimatori del poeta proposero di fare una sottoscrizione per realizzare un busto di marmo al poeta.  Meli, nel suo Epigramma “per un busto di marmo” qui sotto riportato,  ironizza su questa iniziativa, su se stesso e sugli amici. Il busto poi successivamente fu realizzato dallo scultore Valerio Villareali a spese del principe di Trabia che ne conservò la proprietà. Lo scultore ritrasse il poeta dal vivo e riuscì a fermare il sorriso espressivo ed ironico che caratterizzava Giovanni Meli. (in questo post il busto da una riproduzione usata da Edoardo Alfano in apertura dell’Antologia su Meli del 1914)

INDICE EPIGRAMMI GIOVANNI MELI



Pri un bustu di marmu                                               Per un busto di marmo
         all’Auturi                                                                          all’Autore

  Li Genj scelti e saggi di Triquetra, 1)                       I Geni scelti e saggi della Sicilia
Vidennu tanti glori e tanti onuri                           vedendo tante glorie e tanti onori
Prodigarsi a sampugna, lira e cetra, 2)                  prodigarsi con zampogna, lira e cetra,
Mentri d’iddi trascurasi l’Oturi                             mentre loro trascurano l’Autore
Chi va la vita e la vicchizza tetra                          che fa in vecchiaia una vita tetra
Stimpuniannu co li soi suduri, 3)                          sopravvivendo con il poco che ha,
Mossi a pietà, l’ànnu mutatu in petra                    mossi a pietà, l’hanno mutato in pietra
Pri ‘un sintiri bisogni, né primuri. 4)                     per non sentire bisogni, né premure.



1    Triquetra o Trinacria – tre gambe che si rincorrono partendo da un volto umano,
simbolo della Sicilia.
2  Sampugna, lira e cetra – come dire con tutti gli strumenti
3 Stimpuniari – sostenersi con stenti
4Primuri – premure, anche nel senso di urgenze, specie  di salute


tre libri su Giovanni Meli

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