mercoledì 27 maggio 2015

L’Abate Meli a Milano






Il 20 Marzo 2015 , presso lo studio del Pittore e Scultore Salvatore Sanna  in via Scrivia 5 a Milano,  si è tenuto l’Incontro di poesia dialettale dedicato a Giovanni Meli l’Abate.
All’incontro,  promosso dal Movimento letterario lombardo e da l blog  Arpa eolica,  hanno partecipato lo scrittore Angelo Gaccione,  moderatore dell’incontro stesso, il poeta Calogero Di Giuseppe (Presidente del Movimento letterario lombardo) e i poeti:  Pier Luigi Anietta,  Francesco Piscitello, Luciano Loi, Francesco 
Romano, Antonietta Di Seclì, Giuseppe Fleccia . 


La lettura delle poesie di Giovanni Meli è stata eseguita da Francesco Zaffuto della redazione di Arpa eolica;  le antiche poesie del Meli di duecento anni fa  “l’Allianza di li Cani – li Crasti –  e la Paci” si sono inserite, come fossero attuali,  nella quotidianità dei nostri giorni.

 L’antico siciliano del Meli si è incontrato con altre poesie lette in siciliano, in italiano,  in milanese e con una lontana e giovane voce della Russia, creando una particolare serata  di anime a più voci;  il corredo musicale del suono del sassofono digitale del giovane musicista Seba Fresta ha conferito una suggestiva armonia all’incontro .

 Una serata interessante e resa piacevole dalla squisita ospitalità del pittore  Salvatore Sanna e dalla vicinanza  alle sue opere esposte nello studio. Il servizio fotografico è stato curato da Giuseppe Denti. A tutti i presenti all’incontro Arpa eolica ha donato un opuscolo con una breve biografia di Giovanni Meli e le poesie  in lettura e con una traduzione in italiano a fronte.

martedì 26 maggio 2015

Questo blog su Giovanni Meli l'Abate


Questo blog è dedicato al poeta Giovanni Meli, detto l’Abate. Nato a Palermo il 6 marzo 1740 e deceduto nella stessa città il 20 dicembre 1815, è stato uno dei più grandi poeti italiani e si è espresso in siciliano. 
 L’opera poetica del Meli è vastissima ed è accompagnata da riflessioni filosofiche che ancora oggi hanno una valenza per la nostra società. Molto conosciuto nell’ottocento e nel primo novecento poi è stato un po’ dimenticato, anche per la difficoltà di leggerlo nella lingua in cui si espresse.
 Questo blog vuole aiutare a fare un viaggio nella sua produzione poetica e filosofica, con qualche traduzione letterale a fronte e qualche nota. Saranno inserite note biografiche e storiche sul periodo in cui visse, e opere e note critiche di altri autori e letterati che si sono interessati alla sua opera.
 Alcuni poeti  della nostra letteratura si sono espressi in lingue regionali e rischiamo di non conoscerli senza una qualche traduzione o necessaria annotazione. Giovanni Meli (l’Abbate) con il suo siciliano, Gioacchino Belli con il suo romanesco, Carlo Porta con il suo lombardo e Carlo Goldoni con il suo veneto, pur essendosi espressi con le loro lingue regionali sono a buon diritto quattro pilastri della letteratura italiana. I loro contenuti hanno aspetti universalizzanti e le loro espressioni linguistiche fanno parte del grande patrimonio della lingua italiana.

26 Maggio 2015 – Francesco Zaffuto

Z.


Z
Zampogna = sampugna
Zappa all’acqua e semina al vento =
             Zappa all'acqua e simina a lu ventu  = due atti inutili.
Zio = zu - ziu – zì – fm.  za –  pl. zii –  possono essere usati per parentela
         (zi e za – possono essere dati a persone del volgo al posto di signore/a)
Zitella = schetta
Zitto = Zuttu - Zittu – più in uso  mutu – inteso come comando di silenzio
Zuffa    - aggrissu = contrasto con zuffa 

V.


V
Vallate = vaddati
Vaneggiare = scaminari
                      Tu cridi ch'eu scaminu? = Tu credi che io vaneggio?
Vaso da notte = cantaru
Vaso di terracotta = cannata – vaso di terracotta  invetriata usato
             per liquidi, specie vino
Vecchio saggio =  Vicchiuni - definizione usata dal Meli nella Prefazione
             alle Favole Morali
Vendetta = sciasciu
Venne a piovere = Vinni a chioviri  ( venne a cadere, inaspettatamente e finalmente).
Vento = ventu - àviri ventu friscu = svolazzare – anche bighellonare.
Verga = ferra
Verruca = ‘nnocca
Verso di qua = agghiri ccà 
Vezzi = ‘mmittarii
Via di l'acitu = Prendere la via dell’aceto in siciliano  è come dire guastarsi,
                    il vino comincia ad essere
               acido e anche il giovane praticando cattivi costumi si può guastare.
Vicina di casa = Vicinedda -  il vezzeggiativo usato per accrescere il senso di vicinanza
Vicino = ‘ncostu. Per vicinanza esagerata  - ‘Ncuttu = vicino, fitto, stretto  -
                     Ma fermu, e a pedi 'ncutti = ma fermo, e a piedi uniti,
                   - Stare ‘ncuttu = stare alle costole –
                 ‘Ncuttu e fittu = instancabile, importuno.
Villano / i = viddanu / i
Voglia = gana  (intenzione) – Di mala gana = male intenzionato.
Volta = vota
Vita = peddi
Viuzza = Vanedda  - porta a vanedda o a vanidduzza = porta socchiusa
Viziato = per gli eccessi di stravizi  = abbuttatu
Volontà  =     a volontà nel cibo  = abbuluni
Volta =     arreri =  un’altra volta.
Volto = ‘Mpigna -   ‘nt’â ‘mpigna = nel volto

U.


U
Ubriaco = 'ngrìciatu, ‘nbriacu
Uccidere = ammazzari  - ammazzatu = ucciso
Uccisione = ammazzatina
Ucciso = accisu
Una =  ‘na,  una  - unu = uno
Un’altra volta = arreri,  anche natra vota
Un altro = nàutru – nàutra =un’altra – nàutri = altri.
Unghia – unghie = Ugnu, pl; unghia, ugna   Mi va all'ugnu di lu pedi.  
             Esiste un vecchio proverbio siciliano  che dice:
          Lu manciari a l'addritta va  sina all'ugna di lu pedi 
             Fonte: Pitrè, IV, 97. Il cibo  mangiato in piedi va  fino alle unghie dei piedi.
              Il Meli usa il detto in senso più ampio, il mangiare frugale
            con soddisfazione e nel giusto va tutto in salute fino alla parte
           più estrema del corpo, fino all’unghia del piede.
Un poco = tanticchia
Uscire = nesciri  -  niscennu = uscendo. Nèscinu = escono.

T.


T
Taci = Mutu - Nun Pipitari – sempre preceduto da una negazione (non – senza) –
                ha il significato di un comando a tacere perfettamente e non fare nulla.
                  Nun ti pipitari – non fare, taci e lascia fare..
Tacchino = gaddu d’India
Tarlo = camula
Te = tia
Teca = scaffarrata  = contenitore di solito trasparente per conservare oggetti vari.
Tela a fiorami = carancu
Tela di canapa = cannavettu
Tempo fa = tannu
Tendina – tendaggio = curtina
Terrazzzo = astracu 
Testa bandita = testa  abbanniata
Testardo = attrivitu
Timballo = timmala
Tondo = tunnu
Topo = surci  sing. e pl. – surciteddu - topolino
Torrione = turrigghiuni 
Tovagliolo = sarvietta
Tra = ‘ntra
Travagliarsi = affatiarisi
Trecce = trizzi  - Tuppu – treccia di capelli raggomitolata
Tredici = Tridici  - nun ni tineva cchiù tri tridici - no ne valeva più la pena –
           non si teneva in piedi –
             ( e tridici… – modo familiare di chiudere un discorso) –
Tristezza = gramagghia - Ma c’aju tra lu cori ‘na gramagghia = ma  che ho
                          nel cuore una grande  tristezza
Troncare = stagghiare - Stagghia = tronca
Trovare = asciari
Tuo – a  = Tò  (toi = tuoi).
Tuffarsi = Sammuzzari - gettarsi in fondo.  Sammuzzanu = si tuffano.
Tutta la notte = annotti

S.


S
Saggio = saviu
Salire = acchianari -  di alzare qualcosa anche  = Jisari
Salasso = sagnìa
Salciccia = sosizza
Sangue = sangu.   Sangunazzu = sangue di porco. Pietanza: budello riempito di sangue
               di porco e aromi vari portato a bollitura
Sapere = sapiri  - Sacci = sappi - Sacciu = so
Sazio =  -  sazio oltremodo, in eccesso = abbuttatu  - quasi al livello del disgusto =  
               abbuttatu –
Sbalordito = allampatu  - anche amminannulatu  - anche  ‘Ntamàtu
Sbandato = sbannutu
Sbattere = truzzari  - Truzza = sbatte su o colpisce.
                Anche Sbattiri =   sbattere. In siciliano è diffuso il modo di dire: 
                  nun ’avi unni iri a sbattiri = non ha alcuna possibilità.
Sbirciare = acchicchiari
Sbrigare = Spicciari – sbrigare – preparare
Scagliare = abbijari
Scartoffie = scartafazii
Scalcia = quacìja (del mulo o dell’asino)
Scambio = scanciu
Scampolo = nel suo diminutivo di scampulicchiu, anche scampuliddu - 
          figurativo di piccola discordia che, se non troncata dall’inizio,
           si può ingrandire.(Natoli).
Scarpetta – e = tappina – tappini
Scendere = scinniri - scinnu = scendo – scinnennu =scendendo  -
                      scinnu jusu = scendo giù
Scervellarsi = allammicarisi
Scheggia piccola di legno = Scarda  - scardidda  - anche per piccola briciola -

Scherzare = babbiàri [greco: babazu = ciarlare] – anche trizziari; anche Brigghiari
                  Brigghiola –  battute per scherzo
         Trizziari = scherzare, burlare. Mi trizzia = mi burla.
Schiaffone = timpuluni  - timpuluna plur. = scarica di schiaffi
Schiena = schinu
Schietto/a = schettu/a – di carattere – ma anche celibe o nubile
Scimmia = signa = scimmia; signu = maschio di scimmia.
Sciocco = armali, scimunitu
Sconcio = sconsu
Scappare = scugnari
Scontare = scuttari  nel senso di pagare lo scotto
             - Scutta pri quannu jisti a la taverna =
                paga per quando andavi a divertirti
Scoprire = scrupriri   - Scrupisciu = scoprisco 
         Anche -  Scummigghiari , scummigliari - scupirchiari
           tr. levare coperta o lenzuolo a persona che sia a letto,  
            togliere il coperchio alla pentola.
Scovare = scuvari – nel senso di nascere da una covata
              Su’ assai l'ingrati chi scuva la ciocca! =
              sono tanti gli ingrati che fa nascere la chioccia!
Scure = accetta
Sdegnare = abbuttari -  sdegnarsi = abbuttaristi – sdegnato = abbuttatu
Se = si   (si li spartinu = se li dividono)
Sedano = accia  - plur.  acci
Sedersi = assittarisi  -  assettati = siediti;  assittativi = sedetevi  (francesismo)
Sedia = seggia
Segno = signu
Se ne = sinni  – (sinni va = se ne va).
Senso = senziu (mente – ragione) Chiù chi ci pensu lu miu senziu sferra!  =
                  Più che ci penso e  più la mia ragione si perde!
Setaccio = crivu  it. crivo; grosso setaccio che anticamente i contadini usavano per
               separare la paglia dal grano,  o anche la farina dalla crusca.
               Cirnennu ora lu crivu = Arrivare alla conclusione.  
              Crivu d'occhiu – bucato come un colapasta
Sfarzo = sfrazzu
Sgomberare = sbarazzari
Sì = Sì – Sìni  
Slogarsi = Sdillucari = slogare – sdillucarisi un vrazzu
Smagliare = smagghiari – rompere il maglio della catena –
                     Si smagghiau = si ruppe il maglio  della catena –
Smargiassata = sbravazzata
Smettere = speddiri - Speddi = finisce
Sminuendo = Sminuennu
Smorto = zarcu
Soffia =  sciuscia -  da  Sciusciari = soffiare
Solenne = accimatu  -  che vuole primeggiare
                Solenne di alta sfera = ‘Nfanfaru
Solo = Sulu
Sono = Sugnu -  prima persona verbo essere.
Sonnolento = durmigghiusu
Sorgere = acchianari
Sovrapporre = accastiddari
Sozza = cajorda
Spaccone = masticusu
Spalancare = sbalancari  anche aprire la bocca da far paura
                  - Sbalanchi – sbalancu  - abissi – precipizio –
                   Sbarrachiari = spalancare  - sbarrachiu = spalanco.
Spalliera = spaddera
Sparecchiare = sbarazzari
Sparlare = sparrari - Sparra = sparla . Sparrassi – da sparrare  dire cose fuori
                di proposito come delirando o  farneticando per la febbre alta.
             Ma anche sparlare, dir male e biasimare
Spassarsela = Scialari  – scialato =  divertito
Spattare = Spattari  (separare, diversificare). –
                  Si li culuri spattanu = se i colori sono diversi
Spaventare = Scantari  - 'Un ti scantari  = non ti spaventare
Spaurire = appagnarisi
Spaurito = appagnatizzu
Spennare = Spinnari - Chi lu cori già nni spinna. = che il cuore già ci perde le penne
           Spinnari in siciliano significa togliere le penne, ma ha  
                 anche il significato di desiderare con ardore.
Spiare = Spiari , ma anche chiedere.   Ci spia: "T'aju a dari? =
                  Gli chiede: Ti ho a dare, ti debbo qualcosa
               Tipica domanda di chi si sente osservato in modo inopportuno - 
Spicchio = Spicchiu,  riferito a spicchio di un frutto -  Beddu spicchiu di mennula =
               Bel spicchio di mandorla,  detto di una persona in forma ironica
               per definirla poco raccomandabile. 
Spilorcio = pricchiu
Spina =  ‘Na mala spina ni avemu livatu  = ci siamo tolti una cattiva spina –
          anche della scomparsa di una molestia o anche di una persona molesta.
Spingere = ammuttari (anche per spingere di malo modo)
Spinta = ammuttuni -  Spinte = Ammuttuna.
Sponda =  'mpizzu  = proprio all’estrema sponda  - sedi subitu ‘mpizzu = siede
                   subito…….  un po’ come   essere pronti ad adombrarsi
Sposi = ziti -  zitu = sposo -  zita = sposa
Squadrare = Squatrari - rendere quadro, guardare con attenzione, valutare
           le qualità di persone e cose.
                 Aju squatratu quantu pisi  = Ho valutato quanto pesi.
Staccare = Spiccicari  - Spicciu  = privo di impicci
Stacciare =  stacciare e propriamente cernere la farina dalla crusca con lo staccio.
                       Cirnennu ora lu crivu
             = cernendo ora con il setaccio –
               cernere o vagliare con il crivo era l’atto finale,  la conclusione
                dopo tanta fatica per arrivare al grano ben pulito.  Arrivare alla conclusione.
Stallatico = fumèri
Stancare = straccari
Stella = stidda  – stiddi = stelle.
Stendere = stenniri -  stinnicchiari – Stinnicchiarisi = stendersi.
Stormo = sbardu
Storpiare = acciuncari
Straccio = strazzu  anche vita –
                 Appizza lu strazzu = appende lo straccio – perde la vita.
Strambo/ i  = Strammu - strammi = matto
Strepito = tirribiliu
Strettezza = ‘ncuttizza
Strumenti di lavoro = armiggi,  strumenti generici per arti e lavori
Strutto = saimi.   Chiù la saimi avia liccata =   per di più lo strutto aveva  leccato -
              di comportamento animale o umano – per di più aveva  assaggiato
                        qualcosa di piacevole.
Stupido = turduni  ;  turdunaria = stupidità.
Stupire = allucchiri – Alluccutu =stupito
Succedere = abbiniri
       Succhiare = Sucari   Sucarisi = rodersi dentro.
                   Letteralmente si suca significa si succhia, ma in
                       Sicilia sucarisi significa anche senso di stringimento per spavento o
                   dolore improvviso, rattristarsi.
            Pri lu rammaricu si suca =
            per il rammarico si rattrista. (dalla prima favola di Meli)
Succhiello = virrina
Succhioni = jittuni - rami che dal tronco possono rigenerare la pianta.
Sugo = Sucu ,  anche di  senso.
               Chi sucu si ci trova?  = quale è poi il senso, la sostanza?
Suo/a = So sò
Supporazione = cravunchiu  -  suppurazione infuocata delle pelle  
Sventato - a = sbintatu/a 
Svolta = sbota - Sbutatu = girato,  voltato.